Come bloccare le app quando hai l’ADHD
Una premessa veloce: sono uno sviluppatore di app, non un medico, e niente in questa pagina è un consiglio medico. HonorFit non cura l’ADHD né nient’altro. Se l’ADHD ti sta complicando la vita, la persona giusta con cui parlarne è un medico o un altro professionista qualificato.
Quello che posso raccontarti è il lato pratico: perché tante app per bloccare le app e limitare il tempo di utilizzo non durano, cosa funziona meglio per alcune persone con ADHD e come impostarne una in modo da non cancellarla entro venerdì.
Perché i blocchi spesso non durano
- Troppo facili da saltare. Un limite con un pulsante «Ignora» diventa un riflesso. Dopo una settimana il pollice lo tocca prima che tu te ne accorga.
- Troppo rigidi. Un muro che blocca qualcosa che ti serve davvero, come i messaggi o un’app di lavoro, viene disattivato la prima volta che dà fastidio.
- Troppa preparazione. Se per tornare in un’app serve un rituale, nelle giornate piene il blocco è la prima cosa che salta.
- L’effetto novità passa. La prima settimana è entusiasmante. Alla terza è solo un’altra regola.
Cosa trovano utile alcune persone
- Un costo piccolo ma vero invece di un divieto. Alcune persone con ADHD trovano che una breve pausa o un piccolo compito fisico interrompa il gesto automatico di prendere il telefono meglio di un timer che si può ignorare.
- Qualcosa che puoi vedere. Se tendi a perdere la cognizione del tempo, un conto alla rovescia visibile rende il tempo più concreto.
- Sempre un modo per rientrare. Un blocco che ti permette di guadagnarti l’accesso ha meno probabilità di finire cancellato per la frustrazione rispetto a uno che dice solo di no.
- Alzarsi. Ad alcuni piace che il prezzo di una scrollata siano qualche flessione o qualche squat, perché spezza il circolo e li tira giù dal divano per un attimo.
- Iniziare in piccolo. Una o due app, non tutto il telefono. Puoi sempre aggiungerne altre più avanti.
I principali tipi di blocco
Non ce n’è uno migliore in assoluto. Dipende da cosa ti fa inciampare:
- Una pausa prima che l’app si apra: one sec e ScreenZen. Delicati, veloci, utili per spezzare il pilota automatico.
- Orari e sessioni di concentrazione: Opal, oppure il Tempo di inattività e le modalità Full immersion già integrati nel telefono. Utili se il problema sono certe ore della giornata.
- Una chiave fisica: Brick, un dispositivo da toccare con il telefono per bloccare e sbloccare. Utile se ti serve uno stop netto.
- Esercizio per sbloccare: HonorFit (sulla parola) e Pushscroll (conta le ripetizioni con la fotocamera). Utili se vuoi che il costo sia fisico.
Come funziona HonorFit
Scegli le app da bloccare. Restano bloccate finché non segni qualche ripetizione su una ruota: flessioni, addominali, squat o trazioni. Di base, una flessione vale un minuto e uno squat 30 secondi. Il tempo finisce in un unico saldo che scende solo mentre hai un’app bloccata sullo schermo e, finché le app sono sbloccate, una notifica discreta tiene il conto del tempo che ti resta. Quando arriva a zero, le app si bloccano di nuovo.
Non c’è nessuna fotocamera da sistemare, quindi passare da «voglio aprire Instagram» a segnare dieci squat è questione di secondi. Conta, se quello che di solito ammazza le tue abitudini è la fatica di prepararsi. E la versione gratis tiene in banca al massimo 20 minuti, così non puoi accumulare una serata intera di scroll in un momento di entusiasmo.
Consigli per configurarla
- Blocca prima una sola app. Quella che indica il resoconto del tempo di utilizzo, non quella che ti fa sentire più in colpa.
- Lascia le impostazioni di base per una settimana. Poi regola. Troppo severa e la molli; troppo generosa e non cambia niente.
- Usa gli squat quando il pavimento non è un’opzione. Si fanno ovunque senza problemi.
- Mettiti in conto le giornate no. Pro ha una pausa per i giorni in cui il telefono ti serve, una base giornaliera che fa partire ogni giornata con qualche minuto gratis e una modalità difficile se diventa troppo facile.
Cosa non fa
HonorFit non cura niente, e non ti fermerà se vuoi davvero entrare. Funziona sulla parola, quindi puoi segnare ripetizioni che non hai fatto e, come qualsiasi app per bloccare le app, puoi disattivarla. Inoltre blocca solo le app, non i siti web. È uno strumento che mette un piccolo prezzo allo scroll. Per alcuni è proprio quello che serve; per altri funziona meglio qualcosa di più rigido.
Domande frequenti
HonorFit è un’app per l’ADHD?
No. È un’app generica per bloccare le app, non un’app medica né pensata apposta per l’ADHD, e non cura l’ADHD. Alcune persone con ADHD trovano utile dover fare esercizio per sbloccare, ma resta uno strumento, non una terapia.
Che tipo di app per bloccare le app è la migliore per l’ADHD?
Non c’è una risposta unica. Ad alcuni va meglio una pausa leggera (one sec, ScreenZen), ad altri gli orari (Opal o il Tempo di inattività del telefono), un dispositivo fisico (Brick) o l’esercizio per sbloccare (HonorFit, Pushscroll). Dai a una di queste almeno due settimane e regolane le impostazioni prima di cambiare.
Fare flessioni per sbloccare il telefono mi aiuterà con l’ADHD?
Non posso prometterlo, e HonorFit non fa promesse sulla salute. Quello che fa è mettere un piccolo costo fisico tra te e le app che scegli. Se hai domande su ADHD ed esercizio fisico, chiedi a un medico.
E se mi serve il telefono per qualcosa di importante?
HonorFit blocca solo le app che scegli tu. Tutto il resto funziona normalmente, quindi lascia fuori dalla lista le app di messaggi o di lavoro se ti servono. Pro ha anche una pausa che disattiva il blocco per un po’ e poi lo riattiva da sola.
HonorFit raccoglie dati su di me?
No. Non c’è nessun account né analytics, e nulla esce dal tuo telefono. Su iPhone, Apple non dice nemmeno a HonorFit quali app hai scelto.
HonorFit Blocker è un’app gratuita per iPhone e Android che blocca le app: il tempo di utilizzo te lo guadagni con flessioni, addominali, squat o trazioni. Funziona sulla parola: niente fotocamera, niente IA, niente account. È uno strumento, non una terapia.