Come smettere di fare doomscrolling

Senza cancellare tutte le app per poi reinstallarle quattro giorni dopo.

Il doomscrolling non è un problema di disciplina, ed è proprio per questo che trattarlo come tale continua a non funzionare. Il feed è costruito da ingegneri bravissimi per trovare esattamente quello che ti tiene il pollice in movimento, e impara da te a ogni sessione. Provare a batterlo con la forza di volontà alle 11 di sera, stanco morto, non è una lotta alla pari, e come va a finire lo sai già. Se ti sembra di avere una piccola dipendenza da smartphone o dai social, non sei l’unico.

Quello che funziona è cambiare le regole del gioco, così quella lotta non la devi vincere. Ecco cosa farei io, più o meno in quest’ordine. (Io faccio un’app per il punto quattro, quindi prendimi con le pinze. Il resto funziona con qualsiasi app, o anche senza.)

In breve

1. Guarda qual è davvero l’app

Quasi tutti tirano a indovinare e sbagliano. Prima di fare qualsiasi cosa, controlla il resoconto del tempo di utilizzo (Impostazioni › Tempo di utilizzo su iPhone, Benessere digitale su Android). La soluzione per due ore al giorno di YouTube non è la stessa che per quaranta occhiate veloci a Instagram. Blocca quella che compare nel resoconto, non quella che ti fa sentire più in colpa.

2. Smetti di affidarti a un limite che puoi ignorare

I limiti per le app integrati nel telefono falliscono per un motivo semplice: il pulsante «Ignora limite» è proprio lì, e toccarlo non costa niente. Dopo una settimana circa è memoria muscolare, e hai già superato la schermata prima di aver deciso qualcosa. Qualsiasi blocco che puoi saltare con un tocco, prima o poi, diventa solo un blocco con un tocco in più.

3. Attacca il fattore scatenante, non la sessione

Quasi ogni scrollata inizia allo stesso modo: un secondo morto, la mano che va al telefono, un’icona sempre nello stesso posto. Cambiare quel percorso con piccole cose noiose e a costo zero fa davvero la differenza. Togli l’app dalla schermata Home e dal Dock, disattiva tutte le notifiche che non arrivano da una persona vera e di notte metti il telefono in carica in un’altra stanza. Se scrolli soprattutto a letto, il Tempo di inattività o la modalità notte già integrati nel telefono sono uno strumento gratuito e valido per quella parte.

4. Fai in modo che aprire l’app costi qualcosa

Questo è il pezzo che manca alle altre tattiche. L’attrito regge solo se il prezzo è vero, e il prezzo vero più affidabile è fisico. Venti flessioni per sbloccare venti minuti di Instagram non sono una punizione. Sono un tasso di cambio. A volte lo pagherai, e va benissimo così. Le altre volte metterai giù il telefono, perché scopri che non lo volevi abbastanza da metterti a terra.

In tutti e due i casi ci guadagni, ed è per questo che funziona meglio di un blocco che ti fa solo arrabbiare. Non stai cercando di non aprire mai più Instagram. Stai cercando di far sì che aprirlo sia una scelta e non un riflesso.

5. Spendi il tempo guadagnato apposta

Se i minuti che ti sei guadagnato si consumano mentre il telefono è a faccia in giù sul tavolo, smetterai di fidarti del sistema. Il tempo dovrebbe scendere solo mentre sei davvero nell’app. Così il saldo vuol dire quello che dice, e restare a zero significa qualcosa.

6. Tieni qualcos’altro a portata di mano

Tanto doomscrolling serve solo a riempire un vuoto: aspetti che bolla l’acqua, cinque minuti prima di una riunione, sei a letto e non hai ancora sonno. Se l’unica cosa a portata di mano è il telefono, vince il telefono. Metti un libro sul comodino, lascia un cruciverba vicino al divano, fai una passeggiata breve. Cose noiose. Devono solo essere più facili da prendere del feed.

7. Datti due settimane e preparati a rinegoziare

I primi giorni sono scomodi, e per abitudine cercherai il telefono di continuo. Poi passa. Quello che di solito va aggiustato è il tasso di cambio: troppo severo e disinstallerai il blocco, troppo generoso e non cambia niente. Parti da qualcosa di ragionevole, tipo un minuto per flessione, e regolalo dopo la prima settimana in base a come ti sei comportato davvero.

Dove entra in gioco HonorFit

HonorFit è il punto quattro fatto app (e il punto cinque lo fa lei per te). Scegli le app da bloccare e segni flessioni, addominali, trazioni o squat su una ruota. Ogni ripetizione aggiunge tempo schermo a un saldo che scende solo mentre sei dentro un’app bloccata. Quando arriva a zero, le app si bloccano e si torna alle ruote delle ripetizioni.

Funziona sulla parola: niente fotocamera, niente IA, e nulla esce dal tuo telefono. Sì, vuol dire che potresti barare. Ma l’unica persona che prenderesti in giro è quella che voleva scrollare di meno.

Domande frequenti

Perché faccio doomscrolling anche quando non mi sto divertendo?

I feed sono progettati per proporti sempre qualcosa di nuovo e, quando scrollare è diventato un’abitudine, la mano va al telefono prima che tu abbia deciso qualcosa. Per questo le soluzioni che funzionano cambiano il percorso dell’abitudine invece di contare sulla forza di volontà del momento.

Cancellare le app è il modo migliore per smettere di fare doomscrolling?

Per qualcuno funziona, ma tanta gente le reinstalla nel giro di pochi giorni, soprattutto le app che usa anche per i messaggi o per lavoro. Fare in modo che aprire l’app costi qualcosa è una via di mezzo che per molti è più facile da mantenere.

I limiti di Tempo di utilizzo servono contro il doomscrolling?

Sono ottimi per capire dove se ne va il tuo tempo e per regole legate all’orario, come quella per la notte. Contro un’abitudine forte però sono deboli, perché toccare «Ignora limite» non costa niente.

Quanto ci vuole per perdere l’abitudine del doomscrolling?

Non c’è un numero preciso. Dai a qualsiasi cambiamento almeno due settimane prima di giudicarlo, e mettiti in conto di aggiustare le regole dopo la prima settimana.

HonorFit Blocker è un’app gratuita per iPhone e Android che blocca le app finché non fai le flessioni. Funziona sulla parola: zero IA, niente fotocamera, nulla esce dal tuo telefono.

Continua a leggere